Nel 1813 Giovanni Tamanini di Vigolo, costretto ad utilizzare le stampelle, si recò alla Madonna del Feles a Bosentino; qui lasciò le stampelle e tornò a casa a gran velocità, camminando senza bisogno di un ausilio.

La storia del santuario ha però radici più lontane, più o meno di ben due secoli. 

Si narra che nel luogo dove ora è presente la chiesetta alla Madonna del Feles agli inizi del 1600 ad un giovane pastore sordo muto di nome Janesel, al pascolo con il gregge, apparve la Vergine Maria. Ella gli ordinò di dire agli abitanti di Bosentino di costruire in quel posto una cappelletta con la Sua immagine e nel parlare impresse su una pietra l’impronta della sua mano. Il ragazzo corse al paese e riportò quanto gli era stato detto tra lo stupore di tutti.

Cartolina madonna del feles

Gli abitanti di Bosentino credettero al ragazzo e costruirono in quel luogo un tabernacolo con l’immagine della Madonna. Da quel momento venne stabilito di suonare l’Ave Maria ogni sabato al calar della sera, con l’obbligo di sospendere ogni lavoro manuale e partecipare alla processione; la pena per i trasgressori consisteva in una sanzione di quattro monete da dodici soldi.

Nel 1632 arrivò la peste ed a Bosentino non si contarono morti, mentre furono duramente colpiti i paesi vicini. Gli abitanti credettero che tale fortunata circostanza fosse dovuta all’intervento della Madonna del Feles. Da questo momento aumentarono le offerte e fu possibile edificare nel 1729 una piccola chiesetta nella quale si ritiene sia stata incorporata la pietra con l’impronta della Vergine Maria.

Madonna del Feles a Bosentino

L’aspetto attuale della piccola chiesa alla Madonna del Feles si deve a Don Clemente Deflorian che fece costruire il campanile e la tettoia antistante la chiesa e chiamò Duilio Corompai per affrescare l’interno.

Ancora oggi sono molte le persone che giungono al santuario per devozione e per ammirare questo luogo particolare.


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Bibliografia:

  • Gorfer A., Bosentino – Migazzone, Le valli del trentino. Trentino orientale, pag.342, 343. Vallagarina – arti grafiche R. Manfrini editore S.p.A. Calliano TN, 1977;
  • Folgheraiter A., Bosentino, Al Feles in cerca di un’impronta, I santuari del Trentino itinerari di devozione, pag. 44, 45. Casa editrice Publilux Trento, 1984;
  • Bassi C., Cap.26 Il santuario del Feles, Vattaro, Vigolo e Bosentino nel corso dei secoli, pag. 169-172. Scuola grafica Argentarium – Trento, 1972;