Quando percorrete la strada che collega Vigolo e Vattaro, vi siete mai chiesti, cos’è quel grande edificio rosso vicino a dove, fino a qualche mese fa, c’era la discarica? 

Mia nonna ci teneva molto a raccontare questa storia e io stessa ero molto curiosa, visto che per anni mi sono chiesta quale fosse la funzione di quel luogo.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale, tra Vigolo e Vattaro, fu costruita una fabbrica, la ‘Fornas’ di proprietà di Sigismondo Bailoni che venne, più tardi, venduta alla famiglia Meneghini.

La fabbrica, dopo il cambio di proprietà, iniziò a diversificare la sua produzione, ma sempre mantenendo la priorità sulla fabbricazione di mattoni, ai tempi molto ricercati.

La fabbrica chiuse nel 1966 per fallimento.

Qui molte donne e uomini dell’Altopiano lavoravano e faticavano immersi nel caldo dell’edificio.

Gli uomini erano impegnati sulla Marzola, era proprio sulla montagna, che affianca l’Altopiano, dove prendevano la terra di color rosso, ovvero la creta, che poi sarebbe stata trasformata in mattone.

Dalla Marzola scendeva una lunga teleferica, colma di questo materiale, che passava per tutto Vigolo.

Mia nonna si ricorda soprattutto un dettaglio, ovvero che, al passaggio di questi carrelli, le famiglie, dopo aver preparato il pranzo al sacco per i loro cari, glielo adagiavano sulla teleferica, visto che spesso non avevano modo di darlo agli uomini prima dell’inizio della giornata lavorativa. 

Dopo essere passati attraverso il paese di Vigolo, si dirigevano verso Vattaro e si fermavano per lasciare la terra.

Qui, ad aspettare la teleferica, c’erano donne e uomini che, una volta scaricati i carri, si mettevano all’opera e producevano i mattoni.

E tu, eri a conoscenza di questa storia?