Tratto da una storia vera 

Driiiin. Driiiin. Driiiin. 

Il telefono squilla e come sempre non ho la minima idea di chi ci sia dall’altra parte. 

Un gruppo di giovani che vuole far festa? Il circolo anziani che vorrebbe rincontrarsi per una gita fuori porta? Oppure un genitore che chiede informazioni? 

Driiiin. Driiin. Driiin. 

Magari è una sposa che chiede un servizio per il suo matrimonio…

Driiiiiiiiin. 

“Buongiorno, come possiamo aiutarla?” 

“Salve cara, sono Maria. Ho 102 anni e voglio andare a votare”. 

Pochissime parole dritte, dalle orecchie al cuore. 

Da giorni durante gli aperitivi, i rapidi confronti al telefono oppure le chiacchiere a tavola sentivo sempre più persone che mi dicevano “Io non vado a votare, tanto. Tanto non serve a nulla”. 

“Sono Maria. Ho 102 anni e voglio andare a votare”.

Fra me e i miei amici circolavano messaggi con i link di questionari online per capire chi votare, video di youtuber che spiegano i programmi, podcast che in pillole raccontano l’attualità. Ma spesso finito il video, il questionario o il podcast la frase rimaneva: “Io non so se andare a votare. Si sà già chi vince. Servirà?”. 

“Sono Maria. Ho 102 anni e voglio andare a votare”.

102 anni significa che la Sig.ra Maria è nata nel 1920. Praticamente nemmeno la mia nonna era nei pensieri dei miei bis-nonni, figuriamoci io. 

Maria è una giovane donna quando assiste alla seconda guerra mondiale. Le bombe su Trento, Pippo che nella notte sorvola le case, gli edifici danneggiati, le vite spezzate. 

Si deve attendere il 1945 per la voglia inarrestabile di pace e di uguaglianza, che muove le giovani anime, fra cui probabilmente Maria che finalmente nel 1946 può votare, per la prima volta. 

Maria può dire la sua, per la prima volta. 

Ad ogni referendum Maria si informa e lo fà da sola con amici e parenti. Ha frequentato la scuola per pochi anni, non di certo fino a 18, perché  è soltanto nel 1954 (quando Maria ha ormai 34 anni e due bambini) che l’obbligo scolastico passa a 14 anni. 

Queste meravigliose novità non fanno scordare a nessuno una grande verità: che la luce e le ombre camminano a braccetto, e quella guerra che le aveva portato via parenti e amici ha lasciato qualche strascico. I quotidiani parlano di: Guerra Fredda. 

Un passo alla volta, l’avanzare delle tecnologie, la voglia di conquista e l’ambizione portano l’uomo a spingersi oltre il proprio pianeta e fare il primo passo sulla luna. 

Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20:17:40 entrano nella storia. 

Da adesso in poi nulla è impossibile e Maria vive in pienezza tutti i cambiamenti che questo meraviglioso secolo le offre: (1974) il referendum a cui vota sul divorzio, (1976) Tina Anselmi, viene nominata la prima donna Ministro della Repubblica, (1989) la caduta del muro di Berlino, (1993) viene fondata l’Unione europea; (1991-2000) l’inizio dell’era informatica, l’arrivo dell’euro, (2008) l’elezione del primo presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America. 

2020 Una pandemia colpisce l’intero pianeta, con tempistiche e velocità mai viste prima. 

“Sono Maria. Ho 102 anni e voglio andare a votare”.

Quando sento le persone affrante, sfiduciate, come se loro non potessero creare il cambiamento, penso a Lei. Perché lei lo sa, il mondo cambia. Lentamente magari, ma cambia. E lo fa grazie alle micro azioni di tanti, che a forza della caparbietà e perseveranza nella quotidianità conquistano diritti e cambiano il mondo. 

Questa signora ha sicuramente visto e imparato tanto. E con una semplice richiesta, un passaggio, da un esempio a tutti noi. 

ps. A Maria non ho chiesto chi ha votato 

pps. Maria e’ nata prima della Regina Elisabetta. 

Autore: Lelida